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SI RICHIEDE UNA SALVAGUARDIA PER IL RISO ITALIANO. A RISCHIO UN INTERO COMPARTO
16.02.2017

SI RICHIEDE UNA SALVAGUARDIA PER IL RISO ITALIANO. A RISCHIO UN INTERO COMPARTO

Si è tenuta oggi, giovedì 16 febbraio, presso la Sala di Est Sesia, a Novara, una conferenza stampa indetta dalle Organizzazioni professionali agricole delle province risicole, Confagricoltura e CIA, che, unitamente alle associazioni di prodotto, ai consorzi e alle cooperative, hanno denunciato il gravissimo stato di crisi del settore.

L’incontro è stato aperto da Paola Battioli, Presidente di Confagricoltura Novara e VCO, la quale ha dichiarato che nulla è cambiato dalla situazione denunciata già tre anni fa, quando l’incremento delle importazioni dai paesi Pma aveva generato uno squilibrio dei prezzi, penalizzando fortemente le produzioni italiane. Da allora la pesante crisi di mercato non si è arrestata, neppure per il riso, che con la sua valenza economica e sociale, è simbolo di un intero territorio. Basti pensare che le sole importazione da  paesi Pma sono aumentate del 4.440% per il riso lavorato e del 5.650 % per il risone, contribuendo in maniera determinante all’aumento, nello stesso periodo, delle importazioni totali di riso in Comunità, arrivate nel 2016 alla cifra record di 1,4 milioni di tonnellate, pari al 65% in più rispetto alla campagna 2008/2009.

A prendere la parola è stato poi Giovanni Daghetta, Presidente CIA Lombardia, il quale ha voluto puntualizzare quanto è necessario sensibilizzare la Comunità Europea affinché si proceda con l’applicazione della clausola di salvaguardia o che, perlomeno, si limitino le importazioni di riso da paesi terzi per permettere il rilancio di questo settore.

Tommaso Mario Abrate, Presidente di Confcooperative, ha proseguito poi la discussione, mettendo in luce la necessità di una tracciabilità certa del prodotto estero, che quindi deve essere trattato alla stregua di quello italiano, nonché di un riconoscimento, in termini di etichettatura, per il riso italiano, simbolo di assoluta qualità e sicurezza alimentare. Inoltre, Abrate ha anticipato la disponibilità del Vice Ministro Olivero a partecipare ad un incontro che si terrà localmente al fine di dar seguito alla necessità di  un tavolo di confronto che coinvolga tutta la filiera.

“Le istituzioni sono interessate ad avere il riso italiano?” questa la domanda posta da Battioli, che esorta la politica comunitaria e nazionale a prestare attenzione alla situazione che si sta delineando.

Giuseppe Ferraris, Presidente della sezione riso presso il Copa-Cogeca di Bruxelles, ha quindi dichiarato l’apertura di un tavolo di discussione comunitario, che prenderà presto avvio, a cui parteciperanno tutti i rappresentanti della filiera risicola europea,  gravemente preoccupati per il futuro alquanto incerto.

La voce comune delle associazioni agricole, delle cooperative e di tutti gli attori della filiera, ritiene quindi necessario ridare una prospettiva di sviluppo al settore risicolo attraverso uno stop immediato ad ulteriori concessioni tariffarie sul riso e all’applicazione della clausola di salvaguardia prevista dalle regole comunitarie. Parallelamente è opportuno dare il via ad una forte azione volta a valorizzare la tracciabilità del riso e la promozione di un prodotto principe dell’agricoltura e della gastronomia italiana.