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AL VIA L'ITER PER LA NUOVA LEGGE SUL MERCATO INTERNO DEL RISO
14.07.2017

AL VIA L'ITER PER LA NUOVA LEGGE SUL MERCATO INTERNO DEL RISO

Il collegato agricolo del 2016 assegna la delega al Governo per formulare la nuova legge nazionale sul mercato interno del riso e superare così un provvedimento che è in vigore dagli anni cinquanta e che è ora arrivato il momento di revisionare, per tenere conto di tutti i cambiamenti che il nostro settore ha subito nel corso degli anni e delle necessità che il sistema risicolo italiano avverte in modo urgente e pressante.

Poco prima di metà giugno, il Governo ha approvato in prima lettura il decreto legislativo di attuazione della delega ed è stato così compiuto un primo fondamentale passaggio politico, ma l'iter non si è ancora chiuso e sono necessari ulteriori passi in avanti, prima di poter dire di avere nuove regole sulla commercializzazione del riso.

Il Governo ha puntato a semplificare le norme, valorizzare meglio le varietà tradizionali italiane, dare più trasparenza in etichetta al consumatore e migliorare il sistema dei controlli. Nello specifico il decreto prevede quanto segue:

-         la riorganizzazione e semplificazione della normativa relativa alla commercializzazione del riso, che risaliva al 1958 e il suo adeguamento anche alla normativa europea;

-         la salvaguardia delle varietà di riso italiane, con la possibilità di poterle meglio valorizzare sul mercato e distinguerle dalle produzioni concorrenti;

-         il miglioramento genetico di nuove qualità e la valorizzazione della produzione risicola attraverso l'istituzione di un registro nazionale delle denominazioni dei risi tenuto dall'Ente risi;

-         l'istituzione nell'ambito della filiera risicola di strumenti giuridici basati su criteri oggettivi e trasparenti e determinati per poter classificare, dal punto di vista della vendita, l’inestimabile patrimonio varietale italiano. Sono 200, infatti, le varietà di riso iscritte nel registro nazionale e tale numero è di per sé sufficiente a porre in evidenza le dimensioni e l’importanza della realtà produttiva;

-         la valorizzazione attraverso la denominazione "classico" in etichetta delle varietà di prodotto da risotto oggi più note e maggiormente utilizzate, che sono un patrimonio della filiera risicola italiana, come previsto dai principi e criteri direttivi per l’esercizio della delega;

-         la tutela del consumatore con più trasparenza delle denominazioni sulle etichette;

-         il rafforzamento dei controlli con il relativo nuovo apparato sanzionatorio.

Come si percepisce dalla breve carrellata fornita, la nuova disposizione legislativa entra nel merito di questioni che sono di elevata importanza per il settore risicolo e istituisce degli strumenti potenzialmente utili per governare il mercato, per renderlo più trasparente e, soprattutto, per mettere nelle mani degli operatori delle solide leve per valorizzare la produzione tipica italiana.

Il nostro riso non è il risultato della improvvisazione e della imitazione di quello che fanno nei grandi Paesi produttori asiatici, ma rappresenta un patrimonio storico, culturale e imprenditoriale di grande rispetto e che andrebbe meglio tutelato anche da Bruxelles, dove ci sono persone, anche con responsabilità politiche di primo piano, le quali ritengono che tutto il riso sia sullo stesso uguale, senza alcuna distinzione e ignorando storia, tradizioni e peculiarità gastronomiche.

Sono soddisfatta dell'iniziativa del nostro Governo che è un passo deciso nella giusta direzione. Ora è necessario che l'iter legislativo avviato si concluda al più presto, prima della prossima scadenza elettorale, altrimenti si rischia di rimettere tutto in discussione e di allungare oltremodo la tempistica e dover iniziare daccapo nell'azione di sensibilizzazione dei nuovi parlamentari.  

Resta forte però la minaccia alla stabilità della filiera del riso italiana, per effetto delle incontrollate ed indiscriminate importazioni da Paesi che hanno un sistema di costi inferiori ai nostri e regole produttive (in termini di sicurezza sanitaria e di welfare lavorativo) tali da conferire un incolmabile vantaggio competitivo.   

Mi aspetto dal Governo, dai parlamentari italiani ed europei e da tutte le istituzioni comunitarie una presa d'atto della gravità della situazione e la messa in atto di strumenti al'altezza delle criticità da risolvere e delle sfide da affrontare.

 

Paola Battioli