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L'INCOGNITA DEL FUTURO BILANCIO AGRICOLO DELL'UNIONE EUROPEA
03.08.2017

L'INCOGNITA DEL FUTURO BILANCIO AGRICOLO DELL'UNIONE EUROPEA

Da come si sta orientando il dibattito presso le istituzioni europee sulla dimensione complessiva del futuro bilancio pluriennale e sulla ripartizione tra le diverse priorità di intervento, si percepisce che questa volta sarà assai difficile per l'agricoltura e la Pac mantenere la posizione finora avuta.

Si profila il concreto rischio di una riduzione dello stanziamento a favore del nostro settore e questo sarebbe una grande sciagura, perché comprometterebbe la capacità delle istituzioni europee, in primis la Commissione, di mettere in atto interventi di sostegno e di stabilizzazione dei redditi e dei mercati agricoli, dei quali tanto si avverte il bisogno in questi tempi turbolenti.

In un contesto così difficile è di fondamentale importanza il ruolo di rappresentanza e di difesa della categoria che solo le organizzazioni sindacali agricole solide e storiche sanno fare, perché forgiate da decenni di esperienze di lunghi e defatiganti negoziati comunitari.

Sarà una grande sfida per Confagricoltura che, come in passato, ha il compito delicato di sensibilizzare le Istituzioni, la Politica e l'opinione pubblica sulla necessità e sull'utilità di mantenere una politica comune in agricoltura, basata sui due pilastri delle misure di mercato e dei pagamenti diretti da una parte e degli interventi per lo sviluppo rurale, per la sostenibilità e la competitività del settore dall'altra.

Al momento non c'è una direzione già decisa. Piuttosto sono sotto esame diverse opzioni di ulteriore riforma per rafforzare l’efficienza e l’equità della Pac, nella realizzazione dei suoi obiettivi di fondo di garantire prodotti alimentari sicuri e sani, fare in modo che l'Europa possa contare su un settore competitivo, su un tenore di vita equo per la popolazione agricola ed inoltre garantire la protezione delle nostre risorse naturali, dei paesaggi e dell’ambiente e l’azione per il clima.

La Commissione europea ha scelto due parole d'ordine per il ciclo in atto di riforma: modernizzare e semplificare la Pac. Per conseguire tale finalità, in questa fase ancora preliminare, sono in discussione diverse opzioni.

Una mira ad utilizzare la leva dei pagamenti diretti in modo più efficace per garantire un reddito a tutti gli agricoltori nell’insieme dell’Ue, in particolare nelle zone marginali e nelle aziende agricole più povere. Questa opzione potrebbe ridurre i pagamenti diretti per le aziende agricole di grandi dimensioni e localizzate nelle aree ad elevata produttività.

Una seconda possibilità in discussione prevede la possibile introduzione di un grado di cofinanziamento nazionale dei pagamenti diretti per sostenere i livelli complessivi dell’attuale sostegno.

Una terza possibilità è quella che passa attraverso la soluzione di fronteggiare le crisi con più numerosi ed efficaci strumenti di gestione dei rischi.

Quindi c'è l'opzione di puntare tutto sulla sostenibilità delle comunità rurali, vista come passaggio intermedio per  garantire la sostenibilità della grande maggioranza del territorio dell’Ue. In tale contesto, vi è un margine di miglioramento e di rafforzamento delle sinergie con altri fondi. In questo caso un’idea è razionalizzare l’azione dei diversi fondi strutturali nelle zone rurali ed eliminare le sovrapposizioni.

Da ultimo, si pensa ad una riforma della Pac capace di portare dei margini di miglioramento ulteriori in termini di risultati ed impatto, ponendo maggiormente l’accento sull’incentivazione degli agricoltori affinché eroghino beni pubblici e servizi ambientali e climatici. Gli agricoltori dovrebbero essere incoraggiati a investire nelle nuove tecnologie e nella protezione dell’ambiente nell’ambito della politica di sviluppo rurale mediante incentivi positivi su base contrattuale per ridurre gli attuali oneri amministrativi. 

Come si può ricavare dalle linee guida generali contenute nel documento ufficiale della Commissione europea, le idee sono molte ed in qualche caso anche vaghe. Manca una chiara presa di posizione a favore della competitività e della vitalità del settore primario nell'Europa del futuro.    

Il nostro compito come dirigenti di Confagricoltura è di contribuire affinché il settore primario non sia accantonato e dimenticato, a beneficio di altri interessi e priorità.

In Confagricoltura ci batteremo con determinazione e impegno continuo per portare in primo piano gli interessi del sistema agricolo e per difendere la Pac del futuro. 

 

Paola Battioli