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LA REGIONE PIEMONTE MODIFICA IL PSR 2014-2020
16.05.2017

LA REGIONE PIEMONTE MODIFICA IL PSR 2014-2020

Il Psr della Regione Piemonte per il settennio 2014-2020, a metà circa del proprio cammino, è stato modificato. Le novità sono state comunicate alla Commissione Ue e pertanto possono ritenersi ufficiali.

Una prima modifica riguarda l'avvio degli strumenti finanziari nell'attuazione delle misure ad investimento. Il Piemonte è una delle otto regioni italiane che hanno sottoscritto l'accordo con il Mipaaf, la Banca Europea degli Investimenti, la Cassa Depositi e Prestiti ed il Fondo europeo per gli Investimenti, grazie al quale sarà funzionante il Fondo multi regionale di garanzia.

Si tratta di uno strumento per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese e, in questo modo, assicurare il buon funzionamento delle misure ad investimento del secondo pilastro della Pac.

Parliamo in pratica di un dispositivo di ingegneria finanziaria, introdotto in Italia per tentare di risolvere l’annoso problema delle ridotte possibilità di accesso al credito nel settore primario e delle difficoltà a portare a conclusione i progetti di investimento finanziati tramite il Psr, per carenze nella liquidità aziendale.

Il fondo attiverà strumenti di garanzia a favore delle imprese che operano nel settore della produzione, della trasformazione e della distribuzione dei prodotti agricoli, nel momento in cui queste si rivolgono al sistema bancario per chiedere prestiti da utilizzare in progetti di acquisto di beni materiali e immateriali.

Una seconda modifica che riguarda direttamente le imprese agricole prevede la fissazione dell’importo massimo di sostegno a 5 volte la produzione standard dell’azienda, con un massimo di 130.000 euro che sale a 150.000 per le aree periferiche (le cosiddette C2 e D). 

In relazione al premio unico di primo insediamento per i giovani agricoltori, la dimensione economica aziendale massima per poter essere ammessi a beneficiare del contributo pubblico è stata incrementata da 150.0000 a 250.000 euro di produzione standard.

Sono considerati ammissibili i richiedenti di età compresa tra 18 anni (compiuti) e 41 anni (non compiuti). La verifica della sussistenza di tale requisito si esegue al momento della presentazione della domanda di sostegno. Inoltre, per essere ammessi, i giovani agricoltori devono risultare insediati nell'azienda agricola non più di 12 mesi prima della data di presentazione della domanda di sostegno.

Sulla misura dell'indennità compensativa (aziende agricole di montagna e di aree svantaggiate), si è stabilito che in caso di richieste di finanziamento superiori alle dotazioni disponibili, si procede alla riduzione percentuale proporzionale, fino a riportare la spesa effettiva nei limiti del plafond.

Altre novità previste dall'intervento di modifica del Psr della nostra Regione possono essere richieste agli uffici di Confagricoltura Novara e VCO che sono in grado di fornire ogni informazione in merito.

Per quanto mi riguarda, apprezzo lo sforzo dell'assessorato regionale di venire incontro ad alcune avvertite esigenze delle imprese agricole. Tuttavia, ritengo che si debba fare di più, soprattutto in termini di velocizzazione delle operazioni di pubblicazione periodica dei bandi, presentazione della domanda, di istruttoria, di comunicazione con i beneficiari e di erogazione dei pagamenti.

Altre volte ho avuto modo di denunciare i ritardi dell'Italia rispetto agli altri paesi membri della Ue. Siamo al penultimo posto, prima di Malta, come entità della spesa che è stata effettivamente sostenuta per il settennio 2014-2020. Al 31 dicembre 2016, è stato erogato solo il 6,2% delle risorse assegnate da Bruxelles al nostro paese. Un po' poco, considerate le esigenze delle nostre imprese e la necessità di sostenere ed incentivare la competitività di un settore che soffre per molteplici ragioni.

E' arrivato il momento di chiedersi perché ci dobbiamo confrontare con risultati così deludenti. Cosa manca al sistema politico, burocratico ed amministrativo italiano per mettersi al pari di altri Paesi come la Francia, la Germania, la Spagna.   

Prima si compie questo passo di autovalutazione e di rimozione dei colli di bottiglia e meglio è per l'agricoltura italiana e piemontese.

Paola Battioli