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SERVE UN NUOVO MODELLO DI GESTIONE DELLA PAC, TROPPI RITARDI E MALFUNZIONAMENTI
01.07.2017

SERVE UN NUOVO MODELLO DI GESTIONE DELLA PAC, TROPPI RITARDI E MALFUNZIONAMENTI

Il 2017 è stato un anno davvero difficile per gli agricoltori italiani che hanno la necessità di avere a che fare con le pratiche della domanda Pac.

Il sistema è al collasso, funziona male, crea ritardi, genera costi eccessivi e mette a rischio la normale erogazione dei contributi comunitari.

E' dal 1993 che in Italia si compila la domanda annuale di pagamento, ma mai come quest'anno si sono verificati problemi e disfunzioni che alla fine ricadono sulle spalle degli agricoltori e dei servizi di assistenza (i cosiddetti CAA).

E' arrivato il momento di cambiare tutto, di rivedere l'intera architettura del sistema di gestione e di controllo della Pac in Italia, di rimuovere i colli di bottiglia e di scovare dove si annidano le responsabilità del tracollo.

Agea e gli organismi pagatori territoriali non hanno retto alla sfida di aumentare al 75% l'aliquota delle superfici dichiarate in formato grafico, abbandonando il vecchio sistema delle dichiarazioni in alfanumerico.     

Per noi agricoltori questi termini sono tecnicismi che facciamo fatica a comprendere, anche perché siamo quotidianamente presi dalla corrente gestione aziendale, con problemi tecnici, agronomici, climatici, ambientali e di mercato. Non abbiamo alcuna voglia di occuparci di questioni amministrative.

Però una cosa la pretendiamo e siamo disposti ad andare fino in fondo per tutelare i nostri diritti. Vogliamo che la burocrazia funzioni bene e dia il meglio di se, come la concorrenza ci chiede tutti i giorni a noi agricoltori, pena l'espulsione dal mercato.

I politici, dirigenti, i funzionari, gli impiegati che con il loro operato sono responsabili del degrado al quale siamo arrivati devono pagare per le loro malefatte ed essere allontanati dall'apparato della pubblica amministrazione, per fare posto a persone oneste, competenti, responsabili, trasparenti, dediti al servizio.

Il Ministro Maurizio Martina non ha prestato la giusta attenzione al funzionamento di Agea e del sistema di erogazioni in agricoltura; ha preferito dedicarsi a temi a più alta valenza mediatica. Anche a livello regionale ci sono delle colpe e sono state commesse tante superficialità.

Oltre ai ben noti problemi di compilazione della domanda Pac del 2017, ci sono stati altri due recenti episodi che testimoniano la criticità della situazione italiana in materia di gestione della Pac.

Il primo è l'operazione di ricalcolo dei titoli che è stata notificata con circolare Agea del 5 giugno scorso, tramite la quale c'è stata l'amara sorpresa del taglio permanente dell'1,5% del valore dei titoli per il pagamento di base e di conseguenza dei contributi che saranno incassati dagli agricoltori. Il taglio è stato una conseguenza dei conti sbagliati di Agea nella gestione della riserva nazionale. Bastava essere più previdenti e gestire le assegnazioni della riserva con più circospezione, per evitare questo ulteriore danno a carico degli agricoltori italiani.

Il secondo episodio si riferisce al calcolo degli importi definitivi per il sostegno accoppiato per il 2016 che è intervenuto con circolare Agea dell'8 giugno 2017. Come noto, per i produttori di riso, l'auto 2016 è di 96,18 euro per ettaro.

Mi chiedo se sia possibile arrivare così tardi nella chiusura dei conteggi, tenuto conto che, in base alle regole dell'Unione europea, i pagamenti diretti di una data annata devono essere corrisposti ai beneficiari entro e non oltre il 30 giugno dell'anno successivo.

E' possibile che Agea arrivi sempre all'ultimo momento, quando si tratta di trasferire un sostegno pubblico a favore delle imprese agricole?

Non ci sono altre possibilità: bisogna onestamente riconoscere come l'apparato nazionale che sovrintende alla Pac funziona male ed è ora di cambiare registro, per evitare possibili irreparabili danni al sistema agricolo nazionale. 

 

Paola Battioli